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"La finestra sul cortile"

 sito di scienza e fantascienza

Raccolta di pensieri ed opinioni sulla vita extraterrestre

 

Interstellar  (diretto da Christopher Nolan - 2014). (1)


Questo film è forse quello che più fedelmente rappresenta l'attuale situazione dell'umanità, chiusa dai limiti dello spazio/tempo ed in preda ai gravissimi problemi ecologici che verosimilmente attendono le generazioni future. 

Anche la ricostruzione dei viaggi spaziali è poeticamente accettabile, legata ai silenzi immensi degli spazi siderali, dove il suono non può propagarsi e dove l'anima umana può perdere per sempre ogni senso della realtà. L'ipotesi fantascientifica è invece esasperatamente ottimistica. 

In pratica, alla fine della storia, raccontata con grandi ed efficaci effetti scenografici, lo spettatore scopre che l'umanità stessa, con il passare dei secoli è giunta ad abbandonare la propria fisicità ed a scoprire, (appunto al di là dello spazio e del tempo), la quinta dimensione. 

Manca però a queste entità super umane la capacità di raggiungere, pur nella propria onnipotenza, una posizione definita nel loro universo pentadimensionale; tale capacità - infatti - nella ricostruzione dell'Autore, è propria degli esseri umani ed è data dall'amore. 

E' questa una forza fisica, paragonabile alla gravità stessa, che consente al protagonista di muoversi nel tempo della propria amata figlia e di scorgere, dalla sua nuova dimensione, i diversi quanto drammatici eventi della sua vita. 

Sorprendente conclusione questa che ricorda, in effetti, quell' "amor che muove il sole e le altre stelle", di cui parla Dante Alighieri nella Divina Commedia.

A tale conclusione si giunge attraverso una complessa vicenda che vede alcuni astronauti, alla ricerca di una nuova Terra, attraversare con la propria nave uno spazio immenso ma in tempi relativamente brevi grazie ad un "buco spaziale" (cosidetto" wormhole").

Si tratta effettivamente di una ipotesi scientifica molto seria, chiamata "ponte di Einstein-Rosen": in altre parole una sorta di cunicolo gravitazionale, capace di congiungere due punti molto lontani tra loro nello spazio, permettendo così ad una nave spaziale di spostarsi (pressocché istantaneamente) dal punto di entrata a quello di uscita a distanza anche di molti anni-luce.

Nella ipotesi fantascientifica il wormhole è un'anomalia artificialmente realizzata, che le entità super umane hanno collocato nei pressi di Saturno per aiutare l'umanità e consentirle di salvarsi dal progressivo degrado ambientale che si verifica sulla Terra.

Occorre dire che questo tipo di film di fantascienza rischia, nelle conclusioni, di rappresentare qualcosa di incomprensibile o ridicolo. 

Invece questo film, a differenza di molti altri, raggiunge una conclusione molto "bella" dal punto di vista artistico, ma anche dal punto di vista scientifico, dando vita e concretezza alle teorie di Einstein che implicano (come ormai provato) la contrazione del tempo nel caso di velocità vicine a quella della luce, ovvero nel caso di forze gravitazionali enormi, come quelle esercitate dai "buchi neri".

La recitazione dei protagonisti, sottoposta a dura prova dalle avveniristiche scenografie è perfetta,  il messaggio poetico appare  robusto e profondo. Grande film di fantascienza, uno dei migliori che io abbia mai visto.

 

                                                                              Roberto Castellano
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