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"La finestra sul cortile"

 sito di scienza e fantascienza

Raccolta di pensieri ed opinioni sulla vita extraterrestre

 

Le barriere dello spazio/tempo e la meccanica quantistica.

Da tempo noi terrestri abbiamo compreso di essere prigionieri delle barriere (per noi tuttora invalicabili) del tempo e dello spazio. 

Quando infatti i nostri potenti telescopi contemplano gli astri che ci circondano, non possono mostrarci in tempo reale quanto effettivamente ci accade intorno, fatta eccezione per le immediate vicinanze.

Il principale segnale che abbiamo infatti percepito, nel corso dei pochi secoli di vita dell'umanità sul nostro pianeta, è costituto dalla luce, i cui fotoni impiegano, per gli oggetti situati al di fuori del nostro sistema solare, molti anni prima di poter popolare gli schermi dei nostri computer e,  talvolta,. non danno nemmeno immagini nitide degli eventi osservati, perché  deviati lungo il cammino, oppure forniscono immagini infedeli degradandosi e virando fatalmente verso il colore rosso. 

Recentemente abbiamo utilizzato i segnali radio provenienti dal cosmo, costruendo così potenti radiotelescopi, ma anche in questo caso gli eventi percepiti in questo modo debbono essere fatti risalire indietro nel tempo, quanto più lontano è il segnale radio che raggiunge la Terra.

Ancora più recentemente costosissimi interferometri terrestri hanno potuto segnalare le velocissime (e per noi ancora misteriose) onde gravitazionali, ma anche così siamo ancora lontani da poter percepire, in tempo reale, quanto ci circonda.

Siamo dunque presi come in una gabbia,  che non solo ci impedisce di inviare  nostri simili o nostri automi abbastanza rapidamente là dove vorremmo esplorare, ma persino di esaminare, fenomeni contemporanei dello spazio profondo.

Vi sono tuttavia alcuni fenomeni, posti in evidenza dalla meccanica quantistica, (che studia la fisica delle particelle subatomiche), i quali indicano con sconvolgente chiarezza che le barrire dello spazio tempo non sono, come sembra, del tutto invalicabili.

E' stato infatti dimostrato che se una particella, già posta in relazione con un'altra particella, subisce una modifica quantica (come ad esempio una rotazione oraria), l'altra gemella, posta ad una distanza di qualche metro oppure di centinaia di migliaia di chilometri, subisce istantaneamente una modifica corrispondente (nella fattispecie una rotazione antioraria). 

Abbiamo quindi compreso che se potessimo pervenire ad una applicazione tecnologica praticabile, potremmo utilizzare questo "segnale" per il linguaggio binario dei nostri computer, realizzando così una vera rivoluzione informatica nei nostri sistemi di comunicazione ed anche nel sistema che ora utilizziamo qui (internet).

Non si tratta, in questo caso, di una "velocità superiore a quella della luce", in quanto, anche se la velocità fosse superiore, sarebbe sempre una "velocità", concetto funzione dello spazio/tempo. 

Ci troviamo di fronte, in verità, ad una "non velocità" perché, n parole povere, le due particelle paiono in realtà al di fuori dello spazio/tempo!

Un ricercatore specializzato, che si chiama Alex Kuzmic, ha pubblicato, insieme ad alcuni suoi colleghi, sulla rivista "Nature" gli esiti d alcuni esperimenti realizzati su atomi particolari, chiamati "di Rydberg", caratterizzati dal possedere un elettrone più esterno con un elevato numero quantico principale e quindi un raggio notevole, tanto da poter stimolare a comando l'emissione di un fotone. 

Orbene Alex Kuzmic è riuscito, insieme ad i suoi collaboratori e grazie ad una trappola ottica costituita da due laser in ambiente gelido di gas di rubidio. a far emettere a comando tale fotone, cioè secondo modalità che esulano dalla normale osservazione quantistica, che implica una fenomenologia di tipo probabilistico, orientando invece l'esperimento verso l'opposto deterministico ed avvicinando così alla portata degli umani  la sperimentazione di trasmissioni "quantistiche" vere e proprie.

 

 

Roberto Castellano