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"La finestra sul cortile"

 sito di scienza e fantascienza

Raccolta di pensieri ed opinioni sulla vita extraterrestre

 

"Ombre sulle stelle" di Peter Kolosimo e la "terrestre speranza" di Pablo Neruda.

Prima di ogni altra cosa mi colpý, di "Ombre sulle stelle" di Peter Kolosimo, una breve poesia di Pablo Neruda, incisa in alto a destra sulla prima pagina:

 

Ora mi sembra

che l'uomo non sia solo.

Nelle sue mani ha elaborato,

come se fosse un duro pane, la speranza.

La terrestre speranza.

 

Queste poche righe sono rivelatrici di una sorprendente veritÓ: e cioŔ che il bene pi¨ prezioso  dell'umanitÓ non Ŕ tanto l'amore, (dal quale troppo spesso gli uomini si discostano)  ma proprio la speranza. Quale speranza? Quella che le cose possano un giorno migliorare e che le generazioni future possano vivere in un mondo rinnovato. 

Rimandando a Wikipidia la biografia di Peter Kolosimo, vorrei quindi rammentare, preliminarmente, che egli ha voluto semplicemente offrire, con il proprio libro, (per impiegare le sue stesse parole), "un panorama della grande avventura  che l'umanitÓ sta vivendo, illuminandone sopratutto gli aspetti meno noti e pi¨ suggestivi,  e passando, sia pure sommariamente, in rassegna le tappe principali della corsa all'infinito". 

In realtÓ l'opera offre molto di pi¨ perchÚ, dopo aver disegnato - nella prima parte - un vasto mosaico della storia della prima astronautica, considera - nella seconda -  gli eventi pi¨ strani e misteriosi accaduti sul nostro pianeta, spingendosi fino al limite con la fantascienza, ed Ŕ - ovviamente - questa seconda parte che suscita la nostra maggiore attenzione...

La  prima parte, dimostra infatti la grande cultura storica dell'Autore, che riporta, con dovizia di particolari, la storia della missilistica bellica e post bellica la quale sta certamente alla base degli attuali voli spaziali e che condusse trionfalmente l'uomo sulla Luna.

Tuttavia, Ŕ questa una lettura ormai alquanto "datata", in quanto, ai nostri tempi, superati i primi entusiasmi, sono da tutti riconosciute le  abissali distanze che ci separano dagli altri corpi celesti, come gli esopianeti, giÓ simili alla Terra, dei quali ci giungono in veritÓ dallo spazio immagini lontane nel tempo, tanto quanto impiega la luce per raggiungere il nostro Pianeta.

L'umanitÓ, nella propria irrefrenabile crescita, ha bisogno in veritÓ di migrare in nuovi territori, per non sviluppare, entro sÚ stessa, disastrosi conflitti. Ma, se questo potrÓ avvenire, come spesso narra la fantascienza e come forse Ŕ preferibile auspicare, sarÓ indispensabile superare la stessa teoria di Albert Einstein, il concetto stesso di velocitÓ e di spazio/tempo, per giungere a concepire nuove tecnologie, atte  condurre l'uomo al di lÓ delle barriere oggi imposte dalle distanze interstellari.

Ma, per concepire tali nuove tecnologie, avremmo disperato bisogno di "nuovi amici", che abbiano giÓ fatto il "salto al di lÓ della siepe" e vogliano indicarci il cammino verso l'infinito....ed ecco, allora balzare in evidenza, quanto sia importante, per questo, la nostra "terrestre speranza" della quale parla Pablo Neruda.

                                                                

                                                   Roberto Castellano